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TENSEGRITY

La tensegrità è un principio affascinante che nasce dall’architettura e dalla biomeccanica, ma che trova risonanze profonde anche nella nostra dimensione interiore e psicologica. In senso fisico, la tensegrità descrive strutture in cui la stabilità è mantenuta dall’equilibrio tra componenti in tensione e componenti in compressione. Questo delicato bilanciamento permette alla struttura di essere stabile ma flessibile, forte ma adattabile.

Da un punto di vista interiore, la tensegrità può essere vista come una metafora della nostra vita emotiva e psicologica. Dentro di noi convivono forze opposte: tensioni che ci spingono verso il cambiamento, il miglioramento, o a reagire alle difficoltà, e momenti di compressione, in cui ci sentiamo schiacciati dalle pressioni esterne o dai nostri stessi pensieri. Come nelle strutture fisiche, il segreto del nostro benessere sta nell’armonizzare queste forze, trovando un equilibrio che ci permetta di rimanere solidi ma non rigidi.

Il concetto di tensegrità ci invita a riflettere sull'importanza di non eliminare le tensioni, ma di usarle come forze costruttive. Un sistema in tensegrità non collassa sotto pressione, ma utilizza ogni forza per rafforzarsi e adattarsi. Allo stesso modo, anche noi possiamo imparare a vedere le sfide e le contraddizioni come opportunità per rafforzare la nostra struttura interiore.

Dal punto di vista psicologico, coltivare una "tensegrità interiore" significa lavorare sull'autoconsapevolezza. Riconoscere le nostre tensioni emotive senza farci sopraffare, mantenendo al contempo un nucleo stabile di valori e obiettivi, ci permette di affrontare la vita con resilienza e flessibilità.

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Questa serie nasce da una ricerca interiore sulle mie fragilità e in risposta a tutte le volte in cui mi è stato detto che è facile stare dall'altra parte. Ho scelto di raccontare una delle parti più complesse di me, e che in un senso o nell'altro, mi ha segnato per sempre. La serie è composta da due similitudini, con una foto di rottura al centro e una di conclusione. Nelle prime immagini, c'è il sostegno strutturale che sorregge la mia colonna, proprio come quel filo che impedisce alla corda di spezzarsi. L'immagine centrale rappresenta l'armatura costruita con tutti i frammenti di una corda ormai sfilacciata, figli delle mie fragilità e delle mie paure, che, se da un lato danno tensegrità, dall'altro mi imprigionano in una vita fatta di rinunce. Le ultime due immagini rappresentano, da una parte, la rabbia che scorre nelle vene di una mano che cerca aiuto, dall’altra la fragilità di un fiore delicato ed effimero al quale basta niente per ferirlo. Nella sesta (idealmente posizionata di fronte) risiede la risposta della maturità: la volontà di essere più forti, di non lasciarsi sottomettere, ma di voler vivere la bellezza della vita nonostante tutto.

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