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AUTOEMPATHY

Autoempatia
Autoempatia
Autoempatia

L'autoempatia è la capacità di rivolgere a sé stessi quella comprensione e gentilezza che spesso riserviamo agli altri. In un mondo in cui le aspettative sociali e personali possono essere schiaccianti, sviluppare autoempatia diventa un pilastro essenziale per il nostro benessere emotivo e mentale.

Imparare a riconoscere le proprie emozioni senza giudizio è il primo passo per costruire un rapporto sano con sé stessi. Spesso, ci troviamo a essere i nostri critici più severi, incapaci di perdonarci errori o imperfezioni. L'autoempatia ci insegna, invece, a guardare le nostre vulnerabilità con occhi comprensivi, accettandoci come esseri umani.

Praticare l'autoempatia non significa indulgere nelle proprie debolezze, ma sviluppare una consapevolezza gentile.

Un altro aspetto cruciale dell'autoempatia è il suo impatto sulle relazioni. Quando siamo in grado di accettare noi stessi, diventiamo più capaci di accettare gli altri. Riconoscere i nostri bisogni, ascoltarci con sincerità e rispondere a noi stessi con amore ci permette di portare quella stessa energia empatica nelle interazioni con gli altri.

Infine, l'autoempatia è un'ancora nei momenti difficili. Di fronte a sfide, invece di cadere nella spirale della colpa o del disprezzo personale, possiamo attingere a questa risorsa per trovare conforto e forza interiore. È una pratica che ci ricorda che, anche nei momenti più bui, meritiamo compassione e rispetto da parte della persona più importante: noi stessi.

In questa serie ho cercato di rappresentare alcuni dei passaggi di questo importante percorso.

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Nella prima immagine c'è forse la parte più complessa, il confronto con noi stessi, mettendo a nudo la parte interiore e bisognosa. Nella seconda foto subentra la paura di ciò che abbiamo visto, il rifiuto, ma al contempo la consapevolezza che la nostra parte interiore è presente per noi, ci comprende e sostiene. Nella terza, le mani sono strumenti straordinari che ci collegano al mondo in modo unico e profondo. Attraverso di esse, esploriamo, apprendiamo e comprendiamo la realtà che ci circonda, trasformando il tatto in una forma di conoscenza diretta e immediata. Fin dalla nascita, le mani sono uno dei primi mezzi con cui i bambini scoprono il mondo. Toccare, afferrare, sfiorare: ogni gesto è un modo per raccogliere informazioni sui materiali, sulle forme, sulle temperature e sulle consistenze. Questa esperienza tattile non è solo sensoriale, ma anche cognitiva, poiché il cervello elabora e interpreta le sensazioni per costruire un'immagine della realtà. Le mani sono anche un mezzo di connessione emotiva e sociale. Una stretta di mano, una carezza, un abbraccio: attraverso il contatto, comunichiamo emozioni, consoliamo, rafforziamo legami. L'ultima immagine è l'epilogo di questo percorso, accettare sé stessi significa intraprendere un viaggio intimo e profondo, un percorso che porta a incontrare la nostra parte interiore, spesso nascosta o trascurata. Questo abbraccio simbolico tra chi siamo in superficie e chi siamo nel profondo è un atto di riconciliazione, un gesto di amore e comprensione verso noi stessi.

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